Maggie Siner


 

Aprile 2013

I letti “ritratti” da Maggie Siner

I letti “ritratti” da Maggie Siner si trovano all’interno di stanze rischiarate da una luce diffusa che viene da una misteriosa finestra veneziana, non visibile agli occhi dello spettatore. Il letto si trova per sua natura nelle profondità dell’abitazione, protetto, nascosto, a rappresentare l’intimità di chi vi abita.

Nel silenzio e nell’atmosfera sospesa della sua dimora lagunare, Maggie “mette in posa” i suoi letti preparandoli accuratamente: le lenzuola e i copriletti vengono drappeggiati in pieghe a creare volute e increspature per ottenere precisi giochi di luci e di ombre, i gonfi cuscini sembrano recare ancora l’impronta della testa che vi si è posata, alcuni oggetti sono messi con attenzione sopra o a fianco del letto stesso.

Alla base di queste rappresentazioni c’è dunque una scenografica teatralità voluta e cercata da Maggie per poter esprimere la sua ricerca formale e cromatica.
Sono composizioni risolte pittoricamente con larghe pennellate che definiscono il senso plastico dei soggetti, degli oggetti, colti dal vero.

L'artista opera una semplificazione delle forme, una sintesi, che mette in risalto i volumi ed evidenzia la loro tangibile concretezza, manifestando suggestioni tattili e sottesi intellettuali.

L'uso sapiente del colore necessariamente risente dell’ambiente veneziano, dell’influenza dei grandi maestri del passato: Bellini, Giorgione, Tiziano, Veronese, Guardi, Tiepolo.

Da questi l’artista sembra aver attinto la sua passione per i rossi accesi, i rosa delicati, i grigi perlacei, i bianchi tonali, i celesti chiari, i verdi timbrici.

Complessa e ambivalente è la simbologia del letto.
Se, da un verso, questo può alludere ad un aspetto rigenerativo incarnato nel sonno e nell’amore, d’altro canto può richiamare anche l’idea della sofferenza e della morte. Il letto dunque può presentarsi come luogo di piacere ma anche di angoscioso tormento, di origine ma pure di destinazione finale, allegoria del ciclo dell'esistenza umana.
I letti di Maggie ci offrono un messaggio positivo; si presentano come comodi giacigli, ancora caldi, appena lasciati da una persona che si è riposata si è svegliata e ha iniziato la sua giornata. Il letto sottolinea dunque la sua stretta relazione con la vita e col corpo; una vita fatta di luce e di colore.

Ma la raffigurazione del letto può farsi narrazione, romanzo, storia di vita.
E’ l’osservatore a dare un destino alle immagini che vede ma è allo stesso tempo anche l’inverso: sono i quadri a suggerire all’osservatore infinite, possibili, letture.
Alcuni particolari ci possono suggerire a chi il letto appartiene, e il più delle volte questi sembrano legati a figure femminili.

Un morbido e dinoccolato orsacchiotto, lasciato tra le lenzuola, ci rimanda ad una dimensione infantile dove il letto può rivelarsi un rifugio, un luogo protetto dalla sicurezza della famiglia, destinato ai giochi e ai gesti rassicuranti.

Il calore avvolgente delle coperte riesce a volte a farci provare ancora quelle sensazioni, quel sentirsi serenamente accolti ed amati.

Una rosa e un cappello di paglia con un nastro rosso suggeriscono invece una situazione “amorosa”; e così il letto diventa il luogo intimo degli affetti, il posto in cui i nostri veri sentimenti vengono alla luce, in cui possiamo esprimerli e, a volte, condividerli con chi amiamo.
Talvolta nel letto si intravede una persona che dorme, mentre al suo fianco, sul pavimento, un piccolo cane alza lo sguardo e vigila attento.

Il cane, simbolo di fedeltà, sembra vegliare sulla persona che dorme ammonendo noi spettatori a guardare in silenzio per non turbare i sogni mattutini, che sono quelli che rimangono più impressi nella memoria e che, secondo la tradizione, si avverano.

Giovanni Bianchi



Maggie Siner:

Sulla pittura :

Dipingo la vita, la realtà per l’emozione della scoperta.. La percezione è per se stessa un evento miracoloso, uno stato di grazia. L’immediatezza della visione e l’incessante risposta fisica, è una esperienza impossibile da fissare, ma il tentativo attivo di farlo, aumenta l’intensità di quell’esperienza. In definitiva la pittura è la mia traduzione di un’esperienza vissuta, condensata in colore e forma. L’atto pittorico richiede una suprema empatia in tutte le sue manifestazioni fisiche (tattile, gesto fisico, distribuzione di peso ed equilibrio, percezione) come in tutti i suoi aspetti emotivi. Dipingere è il mio modo di indagare l’esperienza per scoprire il mondo che mi circonda e creare un rapporto con esso.

Letti dipinti: Teatro della notte, visto di giorno :

“Che cos’è un letto disfatto? E’ il fantasma di tante ore intime, nel sonno, nell’amore, nella paura, nella malattia, nel riposo, nei teneri intervalli del cibo, nei sogni furiosi e nella perfetta e tranquilla innocenza del risveglio ad un nuovo giorno.
Le pieghe del tessuto conservano le tracce del tempo e dell’atto, una congiunzione di forza e gesto umano. Il drappeggio cade e respinge; si ammucchia ; rivela le forme sottostanti. Come una pelle si avvinghia e pesa sulle forme, come un abito rivela ciò che copre. Trattengono la vita delle ore trascorse fino al momento in cui le lenzuola saranno di nuovo pulite e stese,.
Dipingere letti non è un’idea, è una scoperta visiva, come tutti i soggetti della mia pittura.
E’una scena misteriosa di vita vissuta quando, dopo aver abbandonato il letto per il caffè del mattino, nell’ appartamento veneziano dove abito, al piano nobile, attraverso i vani delle porte che si aprono su ampie stanze, la luce chiara e fredda del mattino cade sulle bianche lenzuola in disordine. Come una natura morta, ogni oggetto e la loro contrapposizione rivelano una tempesta di segreti e possibili significati. Le forme di luce profilano e concorrono a svelare e comporre silenziosamente. Organizzo il loro caos imperscrutabile estraendone un tenue filo di movimento continuo.


note biografiche


Arkè - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea - San Marco 3211 - Venezia 30124 - tel.+fax: +39 041.52.24.372 - email: g_rizzetto@hotmail.com - pagina facebook